Regina Baresi: “Il calcio femminile in Italia (r)esiste!”

Ma il calcio femminile, in Italia, esiste?

Vorrei fare un esperimento. Se siete appassionati di calcio e, tra le vostre amicizie, avete altri innamorati di questo gioco, tra di loro ci sarà sicuramente almeno un fanatico. Lo potete riconoscere facilmente. E’ quello che saprebbe dirvi la classifica e i risultati di qualsiasi campionato, dalla Terza Categoria fino al Campionato Indiano. La prossima volta che lo incontrate, però, toglietevi uno sfizio. Provate a chiedergli se sappia qualcosa sul calcio femminile in Italia. Gli si gelerà il sangue nelle vene, garantito.

Parlare di calcio femminile, in Italia, è quasi un tabù. Femmine e pallone, per il tifoso italiano, rappresentato quanto meno un ossimoro. “Il calcio è uno sport da maschi”. E’ anche a causa di frasi come questa, se la figura femminile è stata da sempre ripudiata a lungo negli ambienti calcistici. Qualsiasi ruolo svolgesse. Se sei una donna, sia che tu voglia giocare oppure arbitrare, devi prepararti. “Era meglio se stavi a casa a cucinare”. E questa, purtroppo, potrebbe essere tra le urla meno offensive e sessiste che riceverai durante la partita.

Da qualche settimana, sui Suggeriti della mia pagina Instagram, mi sono trovato sempre più spesso alcune foto di una bellissima ragazza. All’anagrafe Regina Baresi, professione attaccante e capitano dell’Inter Femminile. Per uno strano caso del destino, attualmente, i rispettivi capitani dell’Inter maschile e femminile sono entrambi attaccanti e portano entrambi la numero 9. Incuriosito, sono andato a fare qualche ricerca su di lei. Figlia di Giuseppe “Beppe” Baresi, ex difensore e capitano dell’Inter, fin dalla tenera età, Regina è destinata ad avere il calcio nel dna. In questo momento è il simbolo del calcio femminile in Italia. 

Regina Baresi, una nuova firma di Soccer Illustrated

La incontriamo una mattina di settembre. Ci raggiunge nella nostra redazione e subito mi impressiona per i modi pacati, per la sua solarità e semplicità. Siamo da subito chiari con lei. Noi di calcio femminile non siamo esperti, anzi, siamo proprio ignoranti in materia, come la maggior parte degli italiani. Però siamo interessati e vogliamo conoscere e far conoscere questo lato del mondo del pallone. Accetta di aiutarci in questa impresa. Regina Baresi, dal prossimo numero di Soccer Illustrated, in uscita a Novembre, terrà una rubrica sul calcio femminile. Per farci sentire tutti un po’ ignoranti, o semplicemente più informati.

Il campionato femminile di Serie B, in cui si trova l’Inter, partirà subito con il botto. Pronti via e l’1 Ottobre ci sarà il derby della Madonnina. Milan Ladies contro Inter. 

Quali sono le tue sensazioni in vista del prossimo campionato?

“Sicuramente, quando si inizia una nuova stagione serve tempo per diventare gruppo, crescere di condizioni. Sensazioni comunque sono molto positive. L’obiettivo è quello di vincere il Campionato.

In un calcio che con il ritiro di Totti, vede di fatto finire l’era delle bandiere, tu rappresenti un’eccezione..

“In effetti, io ho sempre giocato per l’Inter. Il calcio femminile ha più valori rispetto al calcio maschile. Non essendoci stipendi faraonici, la componente più importante diventa la passione e, visto che le offerte non cambiano tanto da squadra a squadra, il fattore economico conta poco. Io ho preso la decisione di rimanere, nonostante la retrocessione in Serie B, e il mio obiettivo è di riportare l’Inter in Serie A. Ho ricevuto diverse offerte, sarei potuta andare a giocare anche all’estero, ma non ne ho mai sentito la necessità.

Ti sei posta un obiettivo personale per questa stagione?

“Essendo il capitano, l’obiettivo è quello di trascinare la squadra e portare l’Inter il più in alto possibile. Non basta arrivare in A, poi bisogna avere la forza di rimanerci. Far gol per far vincere la squadra.”

Considerando che all’estero le calciatrici sono professioniste, non hai mai avuto voglia di trasferirti?

All’estero, quasi tutte le nazioni sono professioniste. Questo significa avere più tempo da dedicare al calcio, strutture e attrezzature migliori. Ho ricevuto offerte da alcune università americane, ma qua ho la mia vita, altre attività oltre il calcio, la mia famiglia. Mi ha sempre stuzzicato l’idea, ma non l’ho mai seriamente presa in considerazione.”

Passando per un attimo al calcio maschile, cosa pensi dell’Inter di Spalletti?

“Ci sono stati buoni acquisti, come Skriniar, ma l’allenatore sta facendo la differenza. I vari Candreva o Gagliardini hanno avuto quello scossone che può aiutarli a rendere al massimo delle loro potenzialità. La squadra poi è migliorata tantissimo a livello caratteriale.

Chiudiamo con una domanda pratica: cosa si dovrebbe fare in Italia per cercare di eliminare questo tabù sul calcio femminile?

“In Italia c’è la mentalità che il calcio sia solo maschile. Il calcio femminile non ha visibilità: è difficile vedere le partite o addirittura sapere i risultati. La cosa fondamentale, sarebbe quella di unire le Società di calcio maschili a quelle femminili. Questo porterebbe tanti vantaggi al movimento del calcio femminile e garantirebbe molta più visibilità. Non servirebbe altro. Basterebbe guardare qualche nostra partita per capire che, in fondo, il calcio è (anche) un sport da femmine”.

 

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