Italiane in EL: può essere l’anno buono?

Dopo la prima giornata delle italiani in Europa League, specialmente se confrontata con quella disastrosa di Champions, è possibile farsi prendere da facili entusiasmi.

Tre vittorie in altrettante partite, 11 gol fatti e soli 3 subiti. Ad un’analisi prettamente legata alle statistiche, Milan, Lazio e Atalanta hanno spadroneggiato nella prima partita europea. Ed in effetti così è stato. Ma la valutazione, oltre che quantitativa, deve essere necessariamente qualitativa.

La sorpresa Atalanta

L’Atalanta, vincendo contro l’Everton, dimostra che non è in Europa grazie ad una stagione fortunata. Il 3-0 ai Toffees di Rooney è frutto di una partita perfetta. Concretezza, imprevedibilità offensiva, ed un centrocampo di qualità fanno della squadra di Gasperini una delle possibili outsider. Il “Papu” Gomez, inoltre, è la carta in più per i neroazzurri: nel gol di ieri sera c’è la voglia di provare a costruire un sogno europeo, dopo essersi preso una maglia della nazionale argentina. Ad essere onesti, non sarà per nulla semplice. La “Dea” si trova in un girone molto complicato (Lione e Apollon le altre due squadre del girone). Oltre a questo, c’è da sottolineare la scarsa esperienza internazionale di questo gruppo, affacciatosi per la prima volta nella scorsa stagione tra le zone alte della classifica. Come ultimo elemento, forse marginale, c’è l'”esilio” dei bergamaschi, costretti a giocare al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Il tanto entusiasmo, della squadra e dei tifosi, però, ci obbligano a prestare attenzione ai neroazzurri.

Milan, sei quasi obbligato a vincere

Il Milan di Montella, dopo il 4-1 subito all’Olimpico per mano della Lazio, si riscatta nella facile trasferta di Vienna. Il 5-1 riflette i valori tecnici delle due squadre: troppo divario. Una boccata di ossigeno e di fiducia, comunque, per i rossoneri. Il Milan, tra le squadre italiane impegnate in Europa League, è quella che deve e può fare meglio. Già da quest’estate, infatti, la nuova dirigenza non ha mai nascosto di puntare alla vittoria finale in EL, che strapperebbe un biglietto Champions, molto importante per gli equilibri di bilancio. Gli investimenti sul mercato, poi, obbligano Montella ad un lungo cammino in campo europeo. La vittoria di ieri sera ha rappresentato di certo un buon inizio, ma è servita anche per sperimentare un nuovo modulo (il 3-5-2), il tandem d’attacco Kalinic-Silva e ridare fiducia a quei giocatori apparsi un po’ in ombra fino ad’ora (Calhanoglu su tutti). Il Milan, in questi mesi, dovrà trovare quella giusta quadratura per riuscire a costruire qualcosa di importante.

Europa

Lazio: è Inzaghi il tuo fuori classe.

La Lazio, quest’anno, è davvero partita alla grande. Prima la Supercoppa vinta in maniera pirotecnica contro la Juve, poi l’ottimo inizio in campionato con 2 vittorie ed un pareggio. Ieri sera, nella prima di Europa League, è arrivata in rimonta l’ennesima vittoria. Contro gli ostici olandesi del Vitesse, è servito il solito Immobile, vero trascinatore di una Lazio che, nel mercato estivo, ha perso Keita e Biglia. Oltre ad Immobile, però, il fattore fondamentale dell’ottimo inizio biancoceleste è l’impronta di gioco data da Mister Simone Inzaghi. La Lazio è diventata una squadra compatta, con un gioco spumeggiante ed una buona propensione offensiva. Il vero punto debole, in questo momento, sembrerebbe essere una panchina non troppo lunga che, visti i tanti impegni stagionali, alla lunga potrà creare problemi.

Europa League

Le possibili outsider

Dalla corsa all’Europa League, non si possono escludere i tanti top team stranieri che, in questo momento, sembrano essere favoriti. L’Arsenal, su tutti, ma anche il Nizza di Balotelli e, soprattutto, le eliminate eccellenti dai gironi di Champions League che, come ogni anno, stravolgeranno le carte in tavola. La speranza dei tifosi italiani, nonostante questo, è che si possa riportare nel bel paese una Coppa che ormai manca da troppi anni. Era il 1999 ed il Parma riusciva a salire sul tetto d’Europa, battendo in finale l’Olympique Marsiglia. All’epoca la competizione si chiamava ancora Coppa Uefa. Sulla panchina dei gialloblu c’era Alberto Malesani che, anni dopo, rivendicherà questo primato con la famosa frase “Dighelo Monica!”.

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