I tedeschi sono andati via, come faremo ora a liberarci?

La Germania torna sempre a casa piuttosto rapidamente dalla Russia, la storia insegna.

A mio parere resta il modello calcistico meglio strutturato, solido e sostenibile, ma in questo Mondiale hanno sbagliato tutto e sono stati giustamente puniti dalla stessa presunzione che li ha fatti partire vincitori per la Russia un tempo, rispediti a casa molto prima di avvicinarsi a Mosca, come in questo caso.
L’Argentina si è aggrappata all’improvvisazione di sangue latino, l’organizzazione teutonica non è in grado di improvvisare, di cambiare in corsa, e si è schiantata, nonostante il jolly di Kroos contro la Svezia.

La Svezia non è così scarsa, ha una scuola calcistica importante e un CT intelligente ed equilibrato, che ha rinunciato al più grande mezzo giocatore della storia per favorire il gruppo. Lo sostenevo a novembre e lo ribadisco oggi: l’Italia sì è meritata di restare a casa perché era più scarsa.

Purtroppo nel nostro Paese è sempre colpa di qualcun altro. C’è sempre il cattivo che ce l’ha con noi: “Eh, sai poi c’è il Sistema”. “Che cazzo è il Sistema?”. “Eh, ma dai, lo sai meglio di me. Tu mi insegni…”. Il “se me lo dicevi prima” di Jannacci. Insostenibile.
Il primo passo per cambiare è ammettere l’errore, invece siamo ancora schiavi del Berlusconismo culturale, quello del: dai al pubblico quello che desidera, non la verità.

Così un giorno la colpa è di Ventura e l’altro della UEFA.

Pazienza se, in effetti, a ragionarci con lucidità, al Milan è persino andata bene: meglio un anno fuori che limitazioni sulla rosa o multe pesanti. Mi pare una sentenza equilibrata. Si vedranno le motivazioni, comunque è dal 2007 che il Milan è gestito senza alcun criterio logico e l’ultimo anno è stato aggravato da una totale incompetenza diffusa a ogni livello tecnico e societario. Non mi pare ci sia da stupirsi.

La situazione del Milan è grottesca, ma peggiore è lo sciacallagio mediatico che la circonda e che nasconde montagne di polvere sotto al tappeto: possibile che nessuno si sia chiesto come mai la FIGC non abbia indagato sulla proprietà cinese prima che acquistasse il Milan?
Eppure han fatto una legge apposta dopo il caso Parma, ma il nostro Tavecchio – che quella legge l’ha firmata – si è limitato a liquidare la situazione con un: secondo voi se uno mette 200 milioni poi non ha i soldi?
Ho visto e sentito vecchi ubriachi più lucidi, ma va bene così, sempre meglio di Ponzio Malagò, che se n’è lavato le mani in diretta Tv.

Possibile che chiunque provasse a sollevare dubbi sulle spese della scorsa estate sia stato inondato di fango? Il problema del Milan è un problema diffuso nel calcio italiano, da anni. Un movimento che vive al di sopra delle proprie possibilità, che presenta molte squadre sull’orlo di una crisi UEFA, ma che continua a descriversi come uno dei più importanti d’Europa, anche se in realtà sta colando a picco.

La geografia calcistica sta cambiando e questi Mondiali lo stanno dimostrando una volta di più, ma è meglio dire al pubblico quello che vuole e non la verità, così si vendono più giornali, tanto un nuovo nemico a cui dare la colpa del prossimo fallimento lo si trova sempre e alla peggio lo inventiamo.

Come direbbero i Ministri: i tedeschi sono andati via, come faremo ora a liberaci? Non possiamo neanche uccidere il re, perché si dice siamo noi i bersagli.