Franco Scoglio e quella promessa “Morirò parlando del Genoa”

Il Professore, con la “P” maiuscola! Sì, perché Franco Scoglio non era solo un tecnico che dispensava filosofia durante le interviste post-gara, ma era davvero laureato in Pedagogia.

Franco Scoglio cominciò la sua carriera da allenatore nella sua Messina, ma è a Genova, sponda rossoblu che regalò il meglio del suo repertorio tecnico, soprattutto per gli storici scambi verbali con un altro mostro sacro della panchina: Vujadin Boskov.

In Italia allenerà un po’ ovunque: dal Bologna all’Udinese, passando per il Torino e il Pescara, fino all’indimenticabile esperienza ai Mondiali 2002, dove raggiunse una storica qualificazione con la Tunisia.

Si spense in diretta tv (preferiamo non postarvi il video della morte in diretta di Franco Scoglio, semplicemente per rispetto), parlando del Genoa, come aveva predetto anni prima: “Morirò parlando del Genoa”. Indimenticabili le sue battute post partita, quando davanti ai microfoni offriva massime che hanno fatto la storia del calcio. Eccone qualcuna:

Io non faccio poesia, io verticalizzo!

Sapevo che un mio giocatore la sera andava in discoteca fino a tardi, l’ho
seguito e quando è entrato nel locale gli ho lasciato un biglietto nel
tergicristalli con scritto:”Stai attento, il tuo allenatore lo sa!”…Non
c’è andato mai più.

La vittoria non mi da emozioni particolari ma odio la sconfitta. Quando
perdo divento una bestia e a casa litigo con mia moglie. Che libidine quando
perdo. La sconfitta mi esalta come le vittorie: posso riassaporare degli
stimoli insostituibili.

Lei, laggiù in fondo, mi deve ascoltare. Altrimenti io sto qui a parlare ad
minchiam. (Scoglio in conferenza stampa rivolgendosi ad un giornalista)

In questa squadra ho a disposizione doppioni, triploni, quadripliconi nello
stesso ruolo.

Io al Genoa sono il migliore allenatore al mondo.

Il Genoa è una cosa particolare, ha un Dio tutto suo…

Ci sono 21 modi per battere un calcio d’angolo e 12 per battere una
punizione.

Abbiamo perso per l’errata applicazione di un meccanismo a “elle” rovesciata.

La Samp è come Dorian Gray, cultore dell’estetismo.

La Coppa Italia??? Vale quanto la coppa del Nonno. La Coppa delle Coppe vale
la Mitropa!

Toglietemi di torno ‘sti gialli di minchia…. (il riferimento è ai giornalisti giapponesi ai tempi di Miura).

Sono un diverso perchè non frequento il gregge: il sistema ti porta all’alienazione.

Io non comando i giocatori, io li guido.

Pagherei 2 biglietti per vedere Maradona.

Tutte le mattine devo alzarmi odiando qualcuno.

Il gol preso a Bergamo calcisticamente non esiste.

Se dici gi*ve dico no, se dici Inter dico si, se dici Bologna dico no, se dici Napoli dico si; a Tunisi vado gratis, a Genoa vengo anche in C.

Il presidente non esiste, la squadra non esiste e la società non esiste, ma nella maniera più assoluta: esiste solo tifoseria e tecnico.

Miura bravo di testa, bravo di destro, bravo col sinistro ma non adatto al campionato italiano. Ne è sicuro Professore? Nella maniera più assoluta.

Se qui a Genoa non vinco uno scudetto in tre anni torno a Lipari a fare l’albergatore.

Luiso è un ragazzotto maleducato, affettuosamente parlando.

Bouza è tatticamente come Maldini.

Gabsi è il Di Livio d’Africa.

Badra è secondo solo a Baresi.

Mensah sarà il nuovo Desailly.

Io per lei non sono il signor Scoglio sono il Professor Scoglio.

La corsa è il nostro vaccino, la tattica esasperata la nostra minestra.

Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe. Noi non siamo il Roccapepe! Che poi dove cazzo sarà sto Roccapepe, magari è un paese bellissimo…

Io i colori rosso e blu li ho nel sotto pelle, capisce? Non prendo in giro nessuno quando dico che il Genoa è tra le prime 10 squadre d’Europa, come nome.

Mi rilasso con i fumetti di topolino e con i film western: so già che avranno un lieto fine.

Nel nostro piccolo, al Genoa, faremo come la Dinamo Kiev. Quando avremo recuperato il tornante Rotella, s’intende.

Oggi faccio un’analisi a 300 gradi, 60 gradi li tengo per me.

Codrea è un grande play perchè aggredisce spazio e tempo.

Io non ho bisogno dello yacht, mi basta una barchetta per pescare.

Esonerato dal Torino, ho brancolato per 2 anni nell’oscurità.

Il doping è sempre esistito e i calciatori sono ignoranti, nel senso che ignorano elementi di chimica e farmacologia.

Quando mantengo la testa sulle spalle posso combinare qualcosa di buono. Ho sbagliato due stagioni non ero lucido e mi sono prostituito.

Stagione 88/89, negli spogliatoi: “Ragazzi questa formazione me l’ha predetta Dio”.

Gli avversari hanno il sapore dei datteri.

L’uomo discende dall’Africa ed è per questo che sono arrivato qui io ad allenare.

Intervista al tg2: “So bene che alcuni mi danno dell’istrione, ma lei sa che faccia fa l’istrione??

Io le tabelle non le sbaglio mai, Io sono un uomo da numeri.

Sono un allenatore di strada, un po’ prostituta, che si arrangia.

La vita è una roulotte!

Le caratteristiche che devono avere i miei giocatori? Senz’altro necessitano di attributi tripallici!!! Quelli che hanno 3 palle fanno il pressing, quelli che ne hanno 2 giocano al calcio, quelli che ne hanno 1 fanno le partite tra scapoli e ammogliati.

Infine: “sarò un uomo finito il giorno in cui tutti mi vorranno bene”.

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