Focus On: Paulo Dybala, l’anno del “Joya”

Critiche e Paragoni

Sopravvalutato. Leggero. Incostante. Fragile. Effimero. Non decisivo. A Paulo Dybala gliene sono state dette di cotte e di crude durante gli anni. Il fatto che fosse (e che sia) un talento cristallino è indiscusso, si ma poi?

Da quando è passato alla Juventus per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, paragoni, critiche, elogi e commenti hanno quasi tartassato la vita di Dybala. Dai più semplici e banali con Messi (mancino e argentino come lui) fino a quelli più recenti con Del Piero.

I primi anni in bianconero

Nel primo anno alla Juve è un crack. 19 gol in 34 presenze. Allegri lo gestisce bene, inserendolo a piccole dosi per integrarlo bene nel sistema Juve. È solo il primo anno, ma già iniziano le prime critiche. In occasione dell’uscita di Champions contro il Bayern è fra i peggiori, spento, spettatore dello show di Morata.

I veri problemi sono arrivati l’anno scorso. Complici il prorompente arrivo di Higuain e qualche acciacco fisico, Dybala gioca 31 partite ma segna solo 11 Gol. Non entusiasmante. Ma c’è di più.

Cardiff

Tutto ritorna (o riparte) da quella maledetta finale di Champions persa col Real a Cardiff. Dopo la presunta lite con Dani Alves e Bonucci e la sconfitta, Dybala è l’indiziato numero uno sul banco degli imputati. “Invisibile” piuttosto che “provinciale”, questi gli insulti al Joya, accusato di scomparire nelle partite importanti, soprattutto in Europa.

Dopo Cardiff, l’addio di Dani Alves e il clamoroso passaggio di Bonucci al Milan, la scorsa estate Dybala sceglie di prendere la numero 10 di Del Piero, (oltre che di Zidane, Platini, e tanti altri). Scelta coraggiosa che inevitabilmente porta con se altre critiche. Ma ormai è quasi abituato, e c’è la sensazione che qualcosa possa cambiare.

Dybala

La trasformazione del Joya

Settembre 2017. Dopo 6 giornate di Serie A Paulo Dybala è capocannoniere con 10 gol. Due triplette e una doppietta (ieri sera nel Derby contro il Torino). Potenzialmente (e vogliamo credere sia solo potenziale, perché altrimenti sarebbe alieno) può superare quota 60, se dovesse continuare su questo ritmo. Una cattiveria e una lucidità mai viste dall’argentino. Cinico alla massima potenza, sta trascinando una Juve con qualche problema in difesa e con un Higuain ancora in letargo.

Vecchia Signora a punteggio pieno, così come il Napoli. Ma finché il Joya gioca così, i tifosi bianconeri possono stare tranquilli, almeno in Italia, anche quest’anno.