Atalanta, una Dea che non si ferma mai

La mitologia greca tramanda il racconto di un’eroina capace contro ogni pregiudizio di battere qualunque uomo nella corsa. Bella, forte, decisa: l’unico modo per poterla conquistare era vincere contro di lei una gara nella quale la sconfitta significava morte certa. Un unico pretendente riuscì nell’impresa e solo grazie all’aiuto della dea Afrodite che gli permise così di conquistare il cuore della bellissima Atalanta.

Quale nome poteva essere più appropriato per una squadra salda, coraggiosa e piena di sorprese come quella bergamasca? Dalla sua fondazione nel 1907 ad oggi la Dea ha subito moltissimi saliscendi tra le massime serie del campionato italiano tanto che negli ultimi anni si è trovata spesso a lottare per restare in Serie A. Questo, almeno, fino all’anno scorso, quando un’annata spettacolare l’ha portata a posizionarsi come quarta in classifica garantendole l’accesso all’Europa League. Qualificazione memorabile, inaspettata e, naturalmente, seguita dai commenti degli avversari che già le preannunciavano una fine simile a quella dell’Inter e del Sassuolo della scorsa competizione. In 2 partite però, contro Everton e Olympique Lione, due squadrette assolutamente non banali con cui avere a che fare, ha collezionato una vittoria e un pareggio regalando grandi emozioni al suo pubblico e una rivalsa del loro idolo, Alejandro Darío Gómez, o Papu, da Papuchi, come lo chiamava sua mamma, che all’affermazione del capitano del Lione Fekir “Non lo conosco” ha risposto con un gran gol su punizione, mostrando a tutta Europa che gioiellino risiede a Bergamo. Va tra l’altro considerato che tutto questo è successo mentre i giocatori sono costretti a disputare le partite casalinghe a Reggio Emilia per ovviare ai problemi di uno stadio non in regola con le direttive Uefa. 200 km di distanza, infatti, sono un po’ troppi per considerare il Mapei Stadium come casa, eppure la Dea non si ferma: grandi partite, grandi successi e sempre nuovi campioni da far crescere in attesa che lo storico stadio venga rinnovato. Dal 10 maggio 2017 difatti, l’Atalanta è diventata proprietaria dell’Atleti Azzurri d’Italia, quinto club italiano ad avere un proprio impianto dopo Juventus, Sassuolo, Udinese e Frosinone. Altra mossa del loro amato presidente, fulcro di questa nuova era.

Atalanta Stadio

La rivoluzione di Percassi

La vera svolta di questo club è iniziata nel 1990 quando Antonio Percassi, ex terzino titolare nella formazione nerazzurra negli anni ’70, decise di acquisire il club e riportare a Bergamo Mino Favini, altro ex calciatore, che iniziò a lavorare sui giovani forgiando nuovi talenti che saranno poi rivenduti con un grande plusvalore. L’Atalanta ha, come è risaputo, il miglior vivaio d’Italia e puntando sui giovani si è garantita un fiorente futuro. Conti, Gagliardini, Kessié, Montolivo, Bonaventura, Baselli sono solo alcuni dei talenti cresciuti tra le file nerazzurre e mentre la prima presidenza Percassi durò solo pochi anni, nel 2010 l’imprenditore bergamasco decise di acquisire nuovamente il club appena retrocesso in Serie B con una fatidica frase “An g’ha de turnà so sobet, senò diente mat”, dobbiamo tornare su subito, sennò divento matto. Come potevano i giocatori non ascoltarlo?! E fu così che l’Atalanta tornò in A.

Atalanta Percassi

Innovazione e partnership per un futuro garantito

Ma come può Percassi garantire un futuro a questa società? Semplice, perché è uno dei maggiori imprenditori italiani nonostante il suo cognome non sia conosciuto quanto quello dei ben più noti Berlusconi, Moratti o Agnelli. La sua compagnia, la Odissea Srl è attiva nell’immobiliare, nella cosmetica e nell’alimentare fatturando quasi 800 milioni di euro l’anno. Il più noto tra i marchi che le fanno capo è sicuramente Kiko, azienda cosmetica internazionale conosciuta da ogni donna e che nel 2016 ha superato i 600 milioni di introiti. Oltre a questa gestisce con successo vari brand diffusi principalmente nei centri commerciali e negli outlet tra cui Billionaire, Madina, Womo, Bullfrog, Vergelio e Da30Polenta senza contare i moltissimi accordi in franchising per Nike, Levi’s, Benetton, Polo Ralph Lauren, Tommy Hilfiger e Zara e infine, dalla fine del 2018, data attesa da moltissimi italiani, sarà anche licenziatario unico di Starbucks in Italia. Un uomo molto attivo in vari settori che con un grande fiuto negli affari e uno sguardo attento sui giovani sta infondendo ottimismo nel club nerazzurro e nei suoi tifosi che, onorando lui e il grande Gasperini, possono dirsi fieri di seguire la “Regina delle provinciali”, così come viene chiamata la squadra con più permanenze in Serie A tra quelle con sede in città non capoluogo di Regione.
Un passato altalenante ma un futuro fondato su basi molto solide che si spera garantiranno alla Dea tante nuove conquiste.

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