Campioni d’inverno: Napoli, ora tutti uniti

Campioni d’inverno.
Grazie alla meritata vittoria con il Crotone, senza attendere gli altri esiti, ci troviamo primi al giro di boa.
Siparietti divertenti in tv, tutti a dibattere se c’era o meno il rigore per il Crotone su quel dubbio fallo di mani di Mertens. 
Zenga, per troppo tempo fuori dall’Italia, chiede come funziona il Var, ma le regole le avevano già spiegate ad inizio campionato.
Ci sono situazioni dubbiose, anche rivedendole 100 volte. Questo è uno di quei casi, per molti era rigore, per molti altri no.
L’arbitro non l’ha visto, o meglio non l’ha ritenuto rigore, probabilmente il Var ha avuto la stessa impressione e non si è ritenuto di applicare la tecnologia.
Da ricordare che qualora l’arbitro avesse rivisto l’azione, a dubbio rimasto, la scelta non sarebbe cambiata.
Per Zenga manca il rigore su Mertens, per il DG Vrenna i rigori sono 2, pure su Ceccherini, anche se è il giocatore del Crotone a dare un’ancata a Maggio.
Tutti però erano girati verso gli spalti, giornalisti tv compresi, quando Ceccherini tira giù in area Koulibaly. Sarebbe stato rigore e seconda ammonizione per Ceccherini. Ma a queste cose siamo abituati….

Pertanto campioni d’inverno.
Come 2 anni fa, ma in maniera diversa, molto diversa.
In quell’annata, in 19 giornate, comandammo la classifica solo 2 volte; alla 14° e appunto alla 19° giornata.
Quest’anno 17 volte su 19.
Un cammino costante, che si lega al primato del girone di ritorno della scorsa annata.
Ed è un primato diverso anche per le reazioni che suscita.
Si, perché sentire alcuni supporter bianconeri dire che il Napoli è primo grazie al Var, è divertentissimo.
Essendo la Var una tecnologia che tendenzialmente diminuisce gli errori arbitrali, è per noi un merito. Ci vuole una totale mancanza di senso del pudore nell’imputare a uno strumento che tende a far rispettare le regole la “colpa” di un primato.
Giudiziariamente è proprio una confessione di colpevolezza in piena regola….ma anche a questo siamo abituati….

Ovviamente ora parte il coro del “non avete vinto niente”, “i campionati si vincono a maggio”, “il bel gioco non porta trofei” e compagnia cantante.
Ed anche a questo, ovviamente, siamo abituati.

Ma non ci interessa; ora ci sono 19 giornate da vivere, una strada da percorrere fino in fondo.
A Gennaio siamo arrivati primi, nonostante alcuni intoppi.
Ora che ci dobbiamo aspettare dal mercato?
Sarri si è leggermente sbilanciato, lui il pesce con l’acqua non lo vuole friggere e ha bisogno di coprire un paio di slot, che tutti conosciamo.
E lo vuole fare con giocatori all’altezza, non con atleti di prospettiva.
Le annate precedenti non sono di conforto (memorabile l’annata del 2015/2016, primi al girone d’andata, con Regini e Grassi come acquisti).
Ma questo è un altro anno. Questa è un’altra storia.
De Laurentiis, Sarri e Giuntoli si sedessero a tavola per trovare le soluzioni adatte, i giusti compromessi, per continuare serenamente il cammino.
Ora più che mai serve unità d’intenti per non vanificare il lavoro fatto.
Perché questo primato parte da lontano, ed è lontano che ci deve far arrivare.
In alto. 
Perché, anche oggi, il cielo è sempre azzurro.

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