50 anni da (Beppe) Signori: l’estratto dell’intervista dal nuovo numero di Soccer Illustrated

Luglio 1989. Otto milioni di italiani si mettono in coda per le vacanze, all’Arena di Verona va in scena un Nabucco kolossal, Berlusconi strappa alla Rai l’esclusiva della Formula 1, i Pink Floyd suonano in piazza San Marco a Venezia.

Beppe Signori, da Alzano Lombarda, firma per il Foggia di quella che sta per diventare la premiata ditta Casillo&Zeman. “Foggia, ma dov’è?” esclama al telefono con suo padre il biondino che fino ad allora aveva percorso solo il tratti Leffe-Piacenza-Trento-Piacenza.

Inizia così, in quell’estate nata sotto il segno degli scontri di piazza Tienanmen a Pechino, la parabola calcistica di Beppe Signori, che ha incantato gli spalti della serie A per tredici stagioni mettendo a segno 188 gol (nono marcatore di sempre nella massima serie) e 44 rigori su 52. Un cecchino. Famosa la sua assenza di ricorsa micidiale. Il prossimo 17 febbraio compirà cinquant’anni (anche se a vederlo non glieli daresti affatto) e a quasi venti da quella frase spiega sorridendo, in una piovosa giornata di pioggia in centro a Bologna, dove ora vive, che «era una battuta perché per la prima volta mi allontanavo da casa sul serio. Fino ad allora avevo fatto il pendolare da Trento a Piacenza». Ben presto «la città dove la gente riscalda più del sole», come lui stesso ha confessato, diventò il trampolino di lancio di una lunga carriera.

Beppe Signori

L’illustrazione di Giulia Argnani per il nuovo numero di Soccer Illustrated

“L’oro di Foggia”, come fu ribattezzato dalla Gazzetta dello Sport, è uno degli artefici di quel piccolo miracolo calcistico degli anni ‘90 che è stata la squadra pugliese allenata da Zeman, l’allenatore che lo trasformò da trequartista a centravanti. Formidabili quegli anni. Furono soltanto tre stagioni, ma nella memoria collettiva si dilatano in un tempo infinito che ancora oggi tocca il cuore dei tifosi foggiani. «Il primo anno Zeman rischiò l’esonero», ricorda Signori. «L’affetto dei tifosi fu il primo impatto, poi tutto è stato amplificato dalla seconda meravigliosa stagione e, infine, la terza in A».

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