Dai piedi buoni all’ugola d’oro: quando il calciatore diventa popstar

E’ risaputo che molto spesso i calciatori hanno una vena artistica a cui vogliono lasciar sfogo. Insomma, dal campo da calcio allo studio di registrazione il passo è più breve di quello che si pensa.

Il Mick Jagger sudamericano

Ve lo ricordate quell’ argentino naturalizzato italiano che è passato per Roma, Torino e Milano indossando anche la casacca azzurra e mille altre casacche? Sì, proprio lui, Pablo Daniel Osvaldo, attaccante incostante e anarchico conosciuto non solo per i suoi gol in acrobazia ma anche per la sua somiglianza con Johnny Depp e per le bellissime fidanzate. Se vi state chiedendo in quale squadra milita vi siete posti la domanda sbagliata. Johnny, scusate, Dani, ha appeso le scarpette al chiodo e si dedica a tempo pieno a quella che sembra essere la sua vera vocazione: la musica. Barrio Viejo Rock&Roll è il nome della sua band con cui gira il Sud America (soprattutto Argentina) alla ricerca di birrerie e locali in cui esibirsi. Ha solo 30 anni, potrebbe tornare sui suoi passi? No, ha le idee chiare a tal proposito: “Il calcio mi ha fatto guadagnare tanto, ma non è tutto nella vita. Mi sono reso conto che mi rendeva infelice e ho deciso di dire basta. Ho amato giocare a calcio, ma negli ultimi anni mi sono accorto che non era il mio mondo.”

“Sunday morn, rain or shine, gotta make the game on time”

Ma Daniel Osvaldo non è l’unico ad aver intrapreso una carriera musicale dopo aver giocato sui campi da calcio. Come dimenticare Giorgio Chinaglia che volato negli States decide di tentarla con un 33 giri cantando “I’m football crazy”? Parlando di vinili non si può non citare il numero 14 più famoso al mondo, Johan Cruyff che con “Oei Oei Oei (Dat Was Me Weer Een Loei)” dimostra che ci sapeva fare non solo con i piedi. Se siete di Milano magari vi è capitato di andare all’Hollywood, di alzare gli occhi e vedere in consolle niente di meno che il super eccentrico Djibril Cissè, vecchia conoscenza della Serie A. Il pel di carota Lalas tornato negli Stati Uniti ha avuto un incredibile successo con il suo gruppo Gypsies con cui ha pubblicato 3 album. Non dimentichiamoci del Pibe de oro che pubblicò una canzone dedicata alla sua mamma e al mitico Pelè che compose più brani con una base di samba tra i quali la colonna sonora del film a lui dedicato del 1977. E ancora, Ruud Gullit amante del reggae, Ronaldinho che suona le percussioni in gruppi brasiliani, Evrà che si diletta con il rap e Clarence Seedorf che rifà un classicone come “Sitting on the dock of the bay”. Come li giudichiamo? Rimandiamoli a settembre.